Che cosa succede a Messa?
La Messa cattolica ha quattro parti. I Riti di introduzione radunano e preparano il popolo; la Liturgia della Parola proclama la Scrittura, seguita dall'omelia, dal Credo e dalle intercessioni; la Liturgia eucaristica porta all'altare il pane e il vino, li consacra con le parole di Cristo e li condivide nella Comunione; i Riti di conclusione benedicono il popolo e lo inviano. L'ordine è lo stesso dal secondo secolo.
La Messa cattolica si svolge in quattro parti. I Riti di introduzione radunano il popolo e lo preparano. La Liturgia della Parola proclama la Scrittura e le risponde con l'omelia, il Credo e le preghiere per il mondo. La Liturgia eucaristica porta all'altare il pane e il vino, rende grazie su di essi con le parole di Cristo nell'ultima Cena e li condivide nella santa Comunione. I Riti di conclusione benedicono il popolo e lo inviano.
Una Messa domenicale dura di solito un'ora, una Messa feriale circa la metà. La forma è la stessa almeno dall'anno 155, quando un cristiano di Roma la descrisse per l'imperatore. Questa guida percorre ogni parte e si chiude con qualche consiglio per chi viene per la prima volta.
Che cos'è la Messa?
La Messa è la celebrazione cattolica dell'Eucaristia. È insieme il memoriale del sacrificio di Cristo sulla croce, reso presente sull'altare, e il sacro banchetto nel quale i cattolici ricevono il suo Corpo e il suo Sangue. Il nome viene dal congedo latino alla fine, Ite, missa est.
Il Catechismo tiene insieme i due aspetti: «La Messa è ad un tempo e inseparabilmente il memoriale del sacrificio nel quale si perpetua il sacrificio della croce, e il sacro banchetto della Comunione al Corpo e al Sangue del Signore» (CCC 1382). La nostra guida sull'Eucaristia tratta quella fede; questo articolo tratta ciò che vedrai e sentirai.
Si chiama santa Messa “perché la liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l'invio dei fedeli (« missio ») affinché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana” (CCC 1332).
Quali sono le parti della Messa?
La Messa ha due parti principali, la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica, incorniciate da riti che aprono e chiudono la celebrazione. La Chiesa ne conta quattro in tutto: Riti di introduzione, Liturgia della Parola, Liturgia eucaristica e Riti di conclusione. Le due parti centrali sono così unite da formare un unico atto di culto.
L'Ordinamento Generale del Messale Romano, il testo con cui la Chiesa regola la Messa, dice che le due parti «sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto» (OGMR 28). La frase viene dal Concilio Vaticano II, che ha chiesto ai pastori di istruire i fedeli perché «partecipino a tutta la messa» (Sacrosanctum Concilium 56).
Il Catechismo dice: «la mensa preparata per noi nell'Eucaristia è infatti ad un tempo quella della Parola di Dio e quella del Corpo del Signore» (CCC 1346). Poi rimanda alla strada di Emmaus, dove Gesù risorto spiegò le Scritture e poi si mise a tavola: «prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero» (Lc 24,30-31). Prima la Parola, poi il pane. Ogni Messa segue quest'ordine.
Intorno all'anno 155 san Giustino martire scrisse all'imperatore: «Nel giorno chiamato del sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne. Si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei profeti, finché il tempo consente». Il Catechismo dice che queste linee fondamentali «sono rimaste invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche» (CCC 1345).
Che cosa succede nei Riti di introduzione?
I Riti di introduzione radunano una folla di singoli in un unico corpo che prega. Comprendono il canto d'ingresso e la processione, il segno della croce e il saluto, l'atto penitenziale, il Kyrie, il Gloria nelle domeniche fuori dell'Avvento e della Quaresima, e l'orazione iniziale chiamata colletta. Sono un inizio, non il cuore della celebrazione.
L'Ordinamento Generale dice che questi riti «hanno un carattere di inizio, di introduzione e di preparazione» (OGMR 46). Dopo il canto d'ingresso il sacerdote bacia l'altare, fa il segno della croce con tutti e saluta il popolo.
L'atto penitenziale, dopo una breve pausa di silenzio, «viene compiuto da tutta la comunità mediante una formula di confessione generale», spesso il Confiteor. Il sacerdote chiede poi la misericordia di Dio, ma quella preghiera «non ha lo stesso valore del sacramento della Penitenza» (OGMR 51). Per il peccato grave resta necessaria la confessione. Segue il Kyrie, e nelle domeniche e nelle feste il Gloria, «un inno antichissimo e venerabile» (OGMR 53).
I riti si chiudono con la colletta, dopo un silenzio in cui ciascuno può «formulare nel cuore le proprie intenzioni di preghiera» (OGMR 54). Dietro tutto questo sta colui che presiede in modo invisibile: «Li precede Cristo stesso, che è il protagonista principale dell'Eucaristia» (CCC 1348).
Che cosa succede nella Liturgia della Parola?
Nella Liturgia della Parola Dio parla al suo popolo attraverso la Scrittura e il popolo risponde. La domenica ci sono tre letture: dall'Antico Testamento, da una lettera del Nuovo Testamento e dal Vangelo. L'omelia spiega le letture, il Credo risponde a esse e la preghiera dei fedeli porta a Dio le necessità del mondo.
L'Ordinamento Generale riassume questa parte: «nelle letture, che vengono poi spiegate nell'omelia, Dio parla al suo popolo», e «Cristo stesso è presente, per mezzo della sua parola, tra i fedeli» (OGMR 55).
Il Vangelo è «il culmine della Liturgia della Parola». Il popolo lo ascolta in piedi, canta l'Alleluia che lo precede, e i fedeli «con le acclamazioni riconoscono e professano che Cristo è presente e parla a loro» (OGMR 60). Gli stessi testi si prestano bene alla lectio divina durante la settimana.
L'omelia «fa parte della liturgia ed è vivamente raccomandata» (OGMR 65). Nelle domeniche e nelle solennità segue il Credo, e nella preghiera dei fedeli il popolo, «esercitando il proprio sacerdozio battesimale, offre a Dio preghiere per la salvezza di tutti» (OGMR 69).
Che cosa succede nella Liturgia eucaristica?
Il pane e il vino vengono portati all'altare, il sacerdote pronuncia su di essi la Preghiera eucaristica, e per le parole di Cristo e la potenza dello Spirito Santo diventano il suo Corpo e il suo Sangue. È il centro della Messa. Fa ciò che Gesù fece nell'ultima Cena e comandò ai suoi apostoli di ripetere.
Comincia in modo semplice: «All'inizio della Liturgia eucaristica si portano all'altare i doni, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo» (OGMR 73). Anche la raccolta delle offerte ha qui il suo posto; fin dai primi tempi i cristiani portavano, insieme con il pane e il vino, «i loro doni perché siano condivisi con coloro che si trovano in necessità» (CCC 1351).
Poi comincia il dialogo: «In alto i nostri cuori. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio». L'Ordinamento Generale annuncia il momento: «A questo punto ha inizio il momento centrale e culminante dell'intera celebrazione, la Preghiera eucaristica, ossia la preghiera di azione di grazie e di santificazione» (OGMR 78). Nell'epiclesi la Chiesa chiede al Padre di mandare lo Spirito Santo sul pane e sul vino. Nel racconto dell'istituzione il sacerdote ripete le parole di Gesù, e «l'efficacia delle parole e dell'azione di Cristo, e la potenza dello Spirito Santo, rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte» (CCC 1353).
Le parole sono di Cristo stesso: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me» (Lc 22,19). La nostra guida ai sette sacramenti spiega perché qui è Cristo stesso ad agire. Dopo la consacrazione la Chiesa prega «in comunione con tutta la Chiesa del cielo e della terra, dei vivi e dei defunti», nominando il Papa e il Vescovo del luogo (CCC 1354). È la comunione dei santi detta ad alta voce. La preghiera si chiude con la dossologia e con l'«Amen» del popolo.
Che cosa succede alla Comunione?
I Riti di Comunione cominciano con il Padre nostro e si chiudono con l'orazione dopo la Comunione. In mezzo ci sono lo scambio della pace, la frazione del pane, l'invito «Ecco l'Agnello di Dio», la risposta «O Signore, non sono degno» e la processione per ricevere. I cattolici che sono preparati ricevono il Corpo e il Sangue di Cristo.
Il Catechismo lo descrive in una sola frase: “Nella Comunione, preceduta dalla preghiera del Signore e dalla frazione del pane, i fedeli ricevono « il pane del cielo » e « il calice della salvezza », il Corpo e il Sangue di Cristo che si è dato « per la vita del mondo »” (CCC 1355). Nel rito della pace i fedeli «esprimono la comunione ecclesiale e l'amore vicendevole» (OGMR 82).
Prima di ricevere, tutti dicono le parole del centurione: «O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato» (CCC 1386). La Comunione si riceve sulla lingua o sulla mano, rispondendo «Amen» a «Il Corpo di Cristo».
Poi «il sacerdote e i fedeli, secondo l'opportunità, pregano per un po' di tempo in silenzio» (OGMR 88). «Ricevere l'Eucaristia nella Comunione reca come frutto principale l'unione intima con Cristo Gesù» (CCC 1391). L'orazione dopo la Comunione chiude il rito.
Che cosa succede nei Riti di conclusione?
I Riti di conclusione sono brevi: gli eventuali avvisi, il saluto e la benedizione del sacerdote, il congedo e il bacio dell'altare da parte del sacerdote che se ne va. Il congedo dà alla Messa il suo nome e il suo scopo. Il popolo viene inviato a vivere ciò che ha ricevuto.
L'Ordinamento Generale elenca «Il saluto e la benedizione del sacerdote» e «Il congedo del popolo da parte del diacono o del sacerdote, perché ognuno ritorni alle sue opere di bene lodando e benedicendo Dio» (OGMR 90). Il diacono o il sacerdote dice «La Messa è finita: andate in pace» oppure «Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace», e il popolo risponde «Rendiamo grazie a Dio».
Alla porta della chiesa la Messa, più che finire, cambia forma. Chi vuole continuare a pregare lungo la giornata può prendere in mano la Liturgia delle Ore.
Che cosa fare se vai a Messa per la prima volta?
Arriva presto, siediti dove puoi vedere e per la postura regolati su chi ti sta intorno. Di' le risposte che conosci e ascolta il resto. Chiunque può partecipare. La Comunione è riservata ai cattolici in stato di grazia che hanno digiunato per un'ora; tutti gli altri restano al loro posto o si avvicinano per una benedizione con le braccia incrociate.
La Chiesa vuole più di una presenza silenziosa. Il Concilio Vaticano II lo dice così: «È ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia» (Sacrosanctum Concilium 14). Si sta in piedi per i riti iniziali, il Vangelo, il Credo e la Preghiera eucaristica, seduti per le letture e l'omelia, e negli Stati Uniti il popolo si inginocchia dal Sanctus alla fine della Preghiera eucaristica (OGMR 43).
Sulla Comunione le regole sono chiare. San Paolo avvertiva che «chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna», e il Catechismo conclude: «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» (CCC 1385). Il diritto canonico prescrive un digiuno «di almeno un'ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine» (can. 919). I nostri articoli sul peccato mortale e su chi salta la Messa domenicale trattano i casi difficili.
Niente di tutto questo è un esame che si può fallire sedendosi nel posto sbagliato. I cristiani di Giustino leggevano, pregavano, rendevano grazie e condividevano il pane perché il Signore aveva detto loro di farlo. Diciannove secoli dopo la Messa fa ancora esattamente questo, e il modo più semplice per capirla è andarci e lasciare che accada intorno a te.
Domande frequenti
Quanto dura la Messa? +
Una Messa domenicale con i canti dura di solito circa un'ora. Una Messa feriale, con una sola lettura prima del Vangelo e senza Credo, dura circa mezz'ora. La struttura è la stessa in entrambe: Riti di introduzione, Liturgia della Parola, Liturgia eucaristica e Riti di conclusione (OGMR 28).
Un non cattolico può partecipare alla Messa? +
Sì. Chiunque può partecipare, unirsi ai canti e alle risposte e avvicinarsi per ricevere una benedizione. Ricevere la Comunione è un'altra cosa. Il Catechismo cita Giustino: «a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive così come Cristo ha insegnato» (CCC 1355).
Devo digiunare prima della Comunione? +
Sì. Il diritto canonico prescrive di astenersi «per lo spazio di almeno un'ora prima della sacra comunione da qualunque cibo o bevanda, fatta eccezione soltanto per l'acqua e le medicine». Gli anziani, i malati e chi li assiste sono esentati (can. 919).
Che differenza c'è tra la Messa e l'Eucaristia? +
L'Eucaristia è il sacramento, il Corpo e il Sangue di Cristo sotto le apparenze del pane e del vino. La Messa è la celebrazione nella quale l'Eucaristia viene resa presente e ricevuta. Il Catechismo elenca entrambi i nomi tra quelli dell'unico sacramento, e spiega che la Messa prende il nome dall'invio dei fedeli alla fine (CCC 1328-1332).
Perché a Messa i cattolici stanno in piedi, seduti e in ginocchio? +
Perché gli atteggiamenti comuni del corpo esprimono che il popolo è un solo corpo. L'Ordinamento Generale chiede ai fedeli di stare in piedi per i riti iniziali, il Vangelo, il Credo e la Preghiera eucaristica, e dice che questa unità «appare molto bene dai gesti e dagli atteggiamenti del corpo, che i fedeli compiono tutti insieme» (OGMR 96).
La Messa è uguale dappertutto? +
L'ordine fondamentale sì. Il Catechismo dice che le linee descritte da Giustino intorno al 155 «sono rimaste invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche» (CCC 1345). Lingue, musica e alcuni riti differiscono tra il Rito romano e le Chiese cattoliche orientali, ma la Parola, il rendimento di grazie sul pane e sul vino e la Comunione ci sono sempre.